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Per raggiungere Testico (570 slm) percorriamo una stretta stradina che dal mare (Marina di Andora) si inerpica su per le colline liguri, viaggiamo sommersi dagli ulivi.

Arriviamo in cima ad un cucuzzolo e lì ci aspetta Riccardo, ci presenta il paesesino dove vive e dove gestisce la propria attività. Testico (SV) conta appena 80 abitanti e assieme alle sue frazioni, casette sparpagliate sulle colline limitrofe, raggiunge 200 anime, scherzando gli chiedo se il Sindaco lo facciano a turno, lui se la ride e ci racconta che non vuole farlo nessuno per questo il loro attuale Sindaco viene da un altro paese (Andora).

Quello che mi colpisce del posto sono le bellissime macere a secco che caratterizzano tutti gli uliveti e gli orti della zona.

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Rotto il ghiaccio subito ci immergiamo nella realtà di Riccardo iniziando col visitare il suo frantoio, tutto realizzato una trentina di anni fa, entriamo e c'è un grande mulino a pietra, la pressa e altri utensili per la lavorazione delle olive.

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Lui lavora ancora in maniera tradizionale, con spremitura a freddo e usando dischi in materiale naturale per la pressatura della pasta d'olive. Per ovviare al problema dell'irrancidimento dei dischi naturali ci racconta come dopo diversi tentativi abbia risolto questo problema congelandoli tra un'utilizzo e l'altro, bloccando così qualsiasi degrado o contaminazione sul prodotto finale. Ci ha raccontato che anni fa ha provato anche ad usare dei dischi in acciaio che però non lo hanno soddisfatto ed ha preferito tornare al metodo tradizionale.

Raccontandoci del suo olio ci ha detto che non supera mai le 3 linee di acidità (0,3%), rimarcando il fatto che per un DOP ne bastano 8 (0,8%).

Con le sue olive riesce a produrre circa 2500 litri di olio molto del quale è già venduto di anno in anno ai suoi amici tra cui il GAS di Varazze, il restante olio lo tiene in tini di acciaio inox e lo spilla di volta in volta quando ce n'è bisogno (il nostro è stato spillato in diretta).

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Una produzione così piccola è dovuta al fatto che ha solo 1000 piante, tutte di varietà Taggiasca, tutte secolari, la metà di queste purtroppo nel 1985 le ha dovute potare quasi alla base perché il gelo di quell'anno le aveva danneggiate, per fortuna hanno ripreso vigoria e produttività.

Tutti i suoi alberi li ha ad un altezza che non permette l'attacco della mosca bianca per cui non usa nessun trattamento antiparassitario o anticrittogamico.

La raccolta avviene tutta a mano senza aspettare che le olive cadano da sole nelle reti come fa qualcuno che le piazza e poi passa a ritirare, cosa questa che secondo lui danneggia molto il risultato finale, cioè l'olio.

Per quanto riguarda il terreno, non usa diserbanti, anzi lo tiene sempre inerbito, sfalciando e lasciando tutto sul posto come pacciamatura e concimazione.

Tasto dolente il fatto che integra tutte queste buone pratiche con una concimazione miscelata di origine chimica anche se, a suo dire, solo quando vede le piante sotto stress.

Ovviamente ci siamo confrontati su questo argomento e ho controbattuto dicendo che esistono anche altri modi per ottenere lo stesso risultato, è nato un bel discorso costruttivo dal quale è emerso che conosce bene anche altri metodi di concimazione che secondo lui richiederebberò però un'eccessiva lavorazione del terreno con utilizzo di macchine agricole, non sto qui a tediarvi con tutto il resto che comunque ha portato spunti di riflessione.

Abbiamo anche brevemente parlato di certificazioni, lui non ne ha e non ne vuole neanche una, il suo obiettivo principale è quello di fare un olio buono e ad un prezzo equo, il mercato e le sue leggi gli interessano poco anzi fa notare che la sua azienda non la si trova in nessun elenco o guida ma si fa conoscere solo con il passaparola.

Finito il racconto del suo olio e dei suo campi mi fa visitare un altra stanza del suo frantoio dove sta coltivando l'altra sua passione, il modellato su creta, e mi mostra delle bottiglie decorate con sue opere, che vorrebbe proporre come idea regalo per le prossime festività, a mio giudizio sono veramente carine.

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Visto che l'argomento mi interessa ci spostiamo nel suo laboratorio artistico in una vecchia casetta lì vicino con un bel balconcino sul tramonto e sulla piazzetta principale del paese. Qui ci mostra tutto quello che sta realizzando, cose veramente ben fatte.

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Conclusa questa nuova conoscenza carichiamo l'olio e ripartiamo consapevoli di aver incontrato un'altra persona che ama il suo lavoro.

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