SbarchiInPiazza

Spunti e riflessioni

Sorpresa: il settore brassicolo se la passa meglio di altre filiere alimentari, anche se problemi non ne mancano. E i Gas? I microbirrai ne vanno pazzi: “so...

Promemoria

  • Prossima riunione Intergas luendì 21 settembre 2015 ore 20,15

La rete nazionale

Entra

syndication

Forse alcuni di voi già conosceranno la realtà delle buone marmellate Frutti di Pace (Lamponi di Pace) ma, visto che il gas Le Lumache ha recentemente avuto l'idea di proporre come nuovo produttore per i gruppi di acquisto proprio la cooperativa Insieme, riportiamo alcuni aspetti di questa interessante e positiva iniziativa di cooperazione.

Bratunac è un comune a vocazione agricola collocato sul confine fra Serbia e Bosnia Erzegovina, formato da
una ventina di villaggi rurali e da un centro urbano più grande. E' uno dei tanti comuni che hanno subito
pesanti danni durante i conflitti degli anni '90 e si trova a pochi chilometri da Srebrenica, luogo che la
memoria storica inchioda per sempre alla parola “genocidio”, che l'Europa credeva di aver seppellito con la fine della Seconda guerra mondiale: parliamo degli oltre 8.000 bosniaci uccisi nel luglio del 1995 dalle truppe
serbo-bosniache al comando di Mladic e Karadzic, complice il non-intervento del contingente Onu che
doveva proteggere l'enclave.
L'economia è stagnante, le infrastrutture insufficienti, il tasso di disoccupazione è molto alto e solo una
piccola percentuale della popolazione dispone di un reddito sufficiente.
In questo contesto, nel 2003, a seguito di un’indagine che ha coinvolto tutti gli abitanti, ma soprattutto le
donne, sia profughe rientrate sia quelle rimaste lì durante la guerra, è nata l'idea

di formare una cooperativa
di coltivatori di piccoli frutti che riunisce produttori serbo-bosniaci e bosgnacchi musulmani. La
composizione del personale di "Insieme" ricalca queste caratteristiche di interetnicità.
La Zemljoradnicka Zadruga Insieme Bratunac Sa P.O (Cooperativa Agricola Insieme di Bratunac) nasce, infatti a
Bratunac, nel maggio 2003, da un'idea di ICS Bosnia, per coltivare piccoli frutti nell'area del fiume Drina, in
Bosnia Erzegovina.
In collaborazione con l'Associazione «La Ventessa» ed una rete di istituzioni/associazioni italiane ed
internazionali (fra cui Province Autonome di Bolzano e Trento, ACS Padova, ARCI Milano, UMCOR Usa,
UNDP Sarajevo, ecc.) si sta realizzando un progetto per sostenere la convivenza interetnica e la
riconciliazione postbellica tramite la riattivazione di un'economia rurale su base ecosostenibile e cooperativa.
L'idea di ICS Bosnia è partita dal rapporto con il Forum Žena Bratunac (Forum delle Donne di Bratunac),
un'associazione femminile multietnica che è diventata un punto di riferimento per le donne ritornate e che
ha già avviato alcuni progetti di sostegno alle piccole imprese in cui, per la prima volta dopo la guerra a
Bratunac, lavorano insieme donne musulmane e serbe.
Il Forum interviene nella selezione dei beneficiari delle attività della cooperativa, che sono scelti tra le
persone che frequentano il Forum e ne condividono i principi ispiratori, ma anche tra gli appartenenti a due
altre associazioni della zona, Žena Podrinja (Donne dell'area della Drina) e Majke Srebrenice (Madri di
Srebrenica), che già collaboravano con ICS Bosnia.
In gran parte con l’aiuto della rete di istituzioni/associazioni ed in parte con un mutuo contratto dalla
Cooperativa "Insieme" si è sostenuto lo sviluppo della Cooperativa e si sta realizzando il progetto "Lamponi
di pace”. Obiettivi generali del progetto sono quelli di sostenere/facilitare il ritorno dei rifugiati, la
riconciliazione post-bellica e la ripresa della convivenza interetnica attraverso la riattivazione dell’economia
rurale su base sostenibile e la creazione di un sistema microeconomico basato sulla raccolta dei frutti di
bosco e sulla coltivazione di piccoli frutti da parte di famiglie contadine, unite in cooperativa.

Perché la Cooperativa?
Perché non basta solo tornare: ci vuole una casa. E chi ha la casa ma non ha lavoro non può vivere. Tra
coloro che sono ritornati la maggioranza è costituita da donne vedove o con il marito invalido e figli a carico
(più di 1500 madri sole e capo famiglia vivono nel Comune di Bratunac). Unite in cooperativa si sentono più
forti e possono liberarsi dalla paura. Sia i profughi ritornati, sia i loro vicini, sono consapevoli che per
risolvere i problemi comuni è necessario riattivare insieme la produzione tradizionale della loro zona.
Questo, quindi, non è solo un progetto economico perché la ricostruzione richiede la cooperazione, la
cooperazione significa ricreare condizioni di fiducia e confidenza e la confidenza si può costruire solo con il
dialogo ed ascoltando altre esperienze.
Ritrovare la fiducia reciproca, inoltre, aiuterà a rafforzare un sentimento di sicurezza PER TUTTE E TUTTI.
La Cooperativa con il proprio agire in senso interetnico, fortemente voluto e con il proprio esempio, si
muove nella direzione indicata da Alexander Langer, in “Tentativo di decalogo per la convivenza”:
“......le piante pioniere della cultura della convivenza: gruppi misti interetnici.
Un valore inestimabile possono avere in situazioni di tensione, conflittualità o anche semplice coesistenza
interetnica gruppi misti (per piccoli che possano essere). Essi possono sperimentare sulla propria pelle e come un
coraggioso laboratorio pionieristico i problemi, le difficoltà e le opportunità della convivenza interetnica. Gruppi
interetnici possono avere il loro prezioso valore e svolgere la loro opera nei campi più diversi: dalla religione alla
politica, dallo sport alla socialità del tempo libero, dal sindacalismo all’impegno culturale. Saranno in ogni caso il
terreno più avanzato di sperimentazione della convivenza, e meritano pertanto ogni appoggio da parte di chi a cuore
l’arte e la cultura della convivenza come unica alternativa realistica al riemergere di una generalizzata barbarie
etnocentrica.......”.

Perché i piccoli frutti?
Perché è la coltura tradizionale dell'area; non richiede grande forza fisica e così può essere praticata anche
dalle donne sole e dalle famiglie con membri in età avanzata; con pochi investimenti una famiglia può
diventare economicamente autonoma; nel mercato mondiale c'è una grande richiesta di lamponi e piccoli
frutti; perché i lamponi TRASFORMANO la parola RITORNO nella parola RESTARE, in quanto ogni pianta
di lampone darà frutti per almeno dieci anni, costituendo così, per i coltivatori, un incentivo a rimanere.

Perché "Lamponi di pace" ?
Perché i progetti sul ritorno dei profughi che prevedono la sola ricostruzione delle case non risolvono i
problemi per le famiglie in situazioni più critiche (donne e madri sole, in età avanzata o con bambini piccoli).
Queste persone hanno bisogno di tutto, ma soprattutto di un appoggio economico – finanziario e di vendere
i loro prodotti, per ricominciare a lavorare la propria terra, così da essere capaci di garantire una vita
autonoma e dignitosa per sé e per le loro famiglie.
Grazie al sostegno della rete "Lamponi di pace" la Cooperativa ha costruito una struttura con celle frigo e
linea di selezione per la lavorazione e la conservazione dei piccoli frutti, oltre a dei vivai e ad un piccolo
laboratorio per la trasformazione dei frutti stessi. La Cooperativa è passata dai 10 soci fondatori del 2003 a
600 fra contadini associati e fruitori dei suoi servizi di formazione, assistenza tecnica e accompagnamento e,
nel periodo di piena attività, fornisce occupazione a circa 100 persone, perlopiù però si tratta di
un’occupazione stagionale.
Le attività principali della Cooperativa “Insieme” sono: vivaio per piantine di piccoli frutti (more, lamponi,
mirtilli, ecc.); raccolta, cernitura, lavorazione e commercializzazione di piccoli frutti coltivati e frutti di bosco
selvatici (avviate già dal 2005) e dal 2010, per aumentare la stabilità occupazionale, anche produzione di
confetture di more, mirtilli, lamponi, prugne, albicocche, fragole, corniolo, rosa canina e misto frutti di bosco
selvatici oltre a sperimentazione di produzioni biologiche di piccoli frutti.

Bene, ora per completare la conoscenza di questo progetto non ci resta che assaggiare e ri-assaggiare le marmellate!! E non sarà così difficile da oggi, potendo anche fare un bell'ordine sul nostro caro sito...

Aggiungi commento