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L'amore per la pasta non conosce crisi in Italia e continua a crescere all'estero. Per una volta sembra che almeno questa filiera alimentare goda di buona sal...

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  • Prossima riunione Intergas luendì 21 settembre 2015 ore 20,15

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Durante la riunione di Intergas di ottobre, le Botteghe del commercio equo e solidale hanno presentato una proposta di acquisti ai GAS.

Di seguito pubblichiamo un documento di presentazione delle Botteghe e le indicazioni per effettuare gli ordini.

 

 

Ai Gruppi d’Acquisto dell’Alto Adige

I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un'economia che metta al centro le persone e le relazioni.

Infatti un Gruppo di Acquisto diventa SOLIDALE nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Il commercio equo e solidale lavora ogni giorno da 25 anni per la promozione e realizzazione di pratiche di economia solidale finalizzate ad uno sviluppo sostenibile, al Sud come al Nord del Mondo.

Dunque l’unione d’intenti tra i Gruppi d’Acquisto Solidali e il mondo del commercio equo e solidale è molto forte!

 

Ma com’ è organizzato il commercio equo e solidale in Italia?

Altromercato è una delle realtà italiane che importa i prodotti del commercio equo e solidale; esso è un Consorzio formato da 117 cooperative e organizzazioni no-profit, che promuovono e diffondono il Commercio Equo e Solidale attraverso la gestione di circa 300 negozi, le cosiddette “Botteghe del mondo”.

Esse sono diffuse su tutto il territorio nazionale e vengono gestite da organizzazioni basate quasi esclusivamente sul volontariato.

Altromercato cerca relazioni e instaura rapporti commerciali diretti con i paesi del Sud del Mondo, con le popolazioni svantaggiate e i produttori marginalizzati dal mercato. Lavora con circa 150 organizzazioni, formate da decine di migliaia di artigiani e contadini in 50 paesi. Garantisce l’importazione dei prodotti a prezzi equi per valorizzare i costi reali di lavorazione e permettere una retribuzione dignitosa del lavoro, assicura trasparenza nei rapporti di cooperazione e continuità nei rapporti commerciali, sostiene attivamente la coltivazione biologica e promuove progetti di auto-sviluppo sociale e ambientale.

Con questo stesso spirito, dal 2010 essa lavora anche con piccole produzioni in Italia, per esempio con quelle realtà che operano in economie carcerarie, o sulle terre confiscate alla mafia e commercializza i prodotti nella linea Solidale Italiano Altromercato.

La mission del fair trade consiste non solo nel mettere in atto e promuovere scambi commerciali basati sull’equità e il rispetto, ma anche sulla necessità di conoscere le regole del mercato internazionale al fine di cambiare quelle che penalizzano le fasce più deboli della popolazione mondiale.

Le campagne informative portate avanti dalla rete di Botteghe del Mondo e la costante azione d’informazione e sensibilizzazione sui cittadini,  rappresentano gli strumenti più importanti, insieme ovviamente alla commercializzazione di prodotti fair trade, per costruire ogni giorno un mondo più giusto.

 

Alla luce di tale e tanta unione di intenti e di valori, le Botteghe del Mondo della Cooperativa Le Formiche Onlus propongono a tutti i membri dei gas dell’Alto Adige, quali cittadini capaci di fare scelte attente e consapevoli, una maggior collaborazione e sostegno e un riconoscimento formale del valore delle attività che il movimento promuove.

 

PROPOSTE DI SOSTEGNO DA PARTE DEI G.A.S. AL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE E ALLE BOTTEGHE DEL MONDO:

1)           Acquisti agevolati: verrà riconosciuto il 10% di sconto su tutti i prodotti alimentari ordinati in “Modalità GAS” (vedi allegato: “istruzioni x ordini GAS”)

2)         Disponibilità per incontri di formazione, sul commercio equo e solidale, relativi progetti, campagne e/o categorie di prodotti, su richiesta dei singoli GAS, presso una delle tre Botteghe della nostra Cooperativa Le Formiche onlus:

-           Bottega v. Roma 61 – Bolzano

-           Bottega p. Don Bosco 7 – Bolzano

-           Bottega v. Kennedy 110 – Laives

Durante le suddette serate informative per i membri del GAS sarà possibile acquistare prodotti alimentari direttamente in Bottega con un 5% di sconto.

Chi fosse interessato può contattare Emanuela Fusaro (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) oppure Monica Gamper (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) al nr. 0471 502821 dalle 8.30 alle 13.00, oppure tramite mail.

3)         Possibilità di diventare soci della Cooperativa Le Formiche Onlus, tramite il versamento di una o più quote sociali di € 25,- rafforzando così il capitale sociale della Cooperativa. (vedi “modulo di adesione a socio” allegato)

4)         Diventare volontari attivi presso una Bottega del Mondo della Cooperativa, dedicando mezza giornata alla settimana o qualche sabato al mese, per coprire dei turni presso uno dei punto vendita e svolgere le varie attività previste.

Ringraziandovi di cuore per la disponibilità e l’apertura dimostrata nei nostri confronti, rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e inviamo carissimi saluti,

EMANUELA FUSARO e MONICA GAMPER – COOP. LE FORMICHE ONLUS

 

Modulo Ordine Gas            Istruzioni per ordini GAS       Modulo adesione Soci

 

 

Gruppo di lavoro “Come migliorare la partecipazione e il coinvolgimento”: ricomincio dal GAS

Monica (gasista)

Manuela (gasista)

Roberto Li Calzi (produttore)

Paola (gasista)

 

Intanto è importante chiarire il livello di partecipazione, se nel gruppo GAS o nel Gruppo INTERGAS, perché di entrambi si è parlato durante il pomeriggio. Si conviene nel dire che il livello fondamentale è quello del gruppo GAS , perché poi le stesse dinamiche, così come le stesse proposte possono essere traslate a livello di intergas e di rete.

La riflessione inizia con il cercare una motivazione alta che può coinvolgere tutte le singole persone che compongono i gas. Si concorda sul fatto che far parte di un gas vuol dire come minimo cercare un modo per migliorare la propria vita (mangiando meglio e più sano, curando di più l’ambiente, spendendo le proprie risorse sulle relazioni, ecc.) Si ricorda una frase del pomeriggio precedente detta da Roberto Li Calzi durante la discussione: il motivo fondamentale per cercare di migliorare le cose sono le generazioni future, i nostri figli, i nostri nipoti. È per loro soprattutto che dovremmo cercare di cambiare le cose. Da qui l’idea del fare la “piccola rivoluzione gentile”, piccola perché fatta di piccoli gesti che ognuno può compiere, gentile perché non violenta, una rivoluzione in senso copernicano rispetto al nostro punto di vista che dovrebbe cambiare priorità.

E questa visione complessiva, questo obiettivo alto, può essere concretizzato dall’assunzione di responsabilità di ciascuno, dal cambiamento del proprio stile di vita, che però è un processo con tempi diversi per ognuno . Ci sono infatti semi che cadono su un terreno fertile e portano frutti in tempi brevi, altri che hanno bisogno di tempi più lunghi e condizioni favorevoli per poter sbocciare. Ma a qualsiasi livello la partecipazione di tutti è fondamentale.

E’ importante rivalutare la comunicazione, il dialogo e l’ascolto. Ad esempio porsi la domanda “io cosa so fare, cosa posso dare…?” Occorre fornire a tutti la possibilità di esprimersi.

I gasisti che sono più in prima linea (nei gas come in Intergas) potrebbero fare un passo indietro affinché gli altri facciano un passo in avanti.

(Alla partecipazione occorre abituarsi.)

E’ utile anche trasmettere contenuti (le storie dei produttori), gli obiettivi, usare i metodi partecipativi (nel definire il regolamento, o nel suddividersi in gruppi di lavoro o nella gestione partecipata del GAS). A settembre di ogni anno può essere utile rifare il punto, ricordarsi perché si è lì e cosa si sta facendo. Anche nel tutoraggio potrebbe essere un GAS che si prende a cuore un altro GAS e i gasisti potrebbero raccontare la loro esperienza.

(Sarebbe utile anche avere un quadro attuale dei GAS, con un’indagine, prendendo spunti da 3 tesi e raccogliendo tra i gasisti i dati che interessano.)

Schema con temi e azioni concrete:

TEMA

OBIETTIVO

AZIONE

Motivazione generale,

Ciò che i GAS stanno attuando (consapevolmente o meno):

La piccola Rivoluzione Gentile

Ridefinire, ribadire e ri-condividere l’obiettivo di fondo del GAS: alimentare un sistema (economico, alimentare, agricolo, ecologico, …) diverso da quello dominante

All’inizio della stagione, in genere al rientro alle vacanze, ci si vede per fare il punto. Quella potrebbe essere l’occasione per ricordarsi e condividere con i nuovi gasisiti la cornice entro cui i gas si muovono, ognuno con le sue modalità e i suoi tempi.

Responsabilità individuale

  1. Ascoltare le risorse individuali e attivarle (cosa ti dà felicità fare e quanto tempo metti a disposizione?)
  2. Condividere i progetti dei produttori
  3. Misurare la nostra spesa solidale per avere consapevolezza di quanto peso “economico” abbiamo
  1. storie dei gasisti raccontante reciprocamente (come sono arrivata/o a far parte del gruppo e che esperienza sto vivendo)
  2. conoscere i produttori locali e non (visite presso di loro e incontri tematici con i produttori ospiti)
  3. bilanci di giustizia semplificati (in ogni gas il referente di prodotto alla fine dell’anno fa un bilancio di quanto il singolo gas ha speso sul prodotto. Poi si raccolgono i dati a livello di intergas)

Relazioni interpersonali di qualità, convivialità

Agevolare le relazioni interpersonali del gruppo

Riunioni mensili con cena, uscite per passeggiate, magari in visita da produttori, ecc.

La prassi del gas

  1. Darsi delle regole
  2. condividere tra gas i modelli di organizzazione
  1. Trovare linee guida condivise nel GAS ed esplicitarle, anche per iscritto (le modalità di adesione, di compartecipazione al lavoro del gas)
  2. Raccogliere tutti i regolamenti dei gas in un luogo condiviso (il sito?) che sia consultabile da tutti per essere d’esempio e ispirazione ai nuovi (e anche ai vecchi) gas.

Nascita di un GAS, Tutoraggio

Accompagnare i nuovi gas da parte di altri gas, non solo di singoli tutor

Un gas già “navigato” ospita i nuovi gasisti alle proprie riunioni e condivide con loro motivazioni, prassi, esperienze, per un tempo sufficiente a rendere autonomo il   nuovo gas

Il ben-vivere

Generare felicità

  • Condividendo la rete delle competenze (ad esempio: se ho bisogno di un elettricista e nel gas o nella rete ne conosco uno, lo chiamo perché lui beneficia del poter lavorare e io beneficio del lavoro di una persona di fiducia), Creando forme di condivisione dei beni, ad esempio dell’abitare (esempio del condominio solidale dove si condividono anche gli stipendi perché se su 2 persone viene a mancare uno stipendio è il 50% del reddito di una famiglia, ma se su 10 persone viene a mancare 1no stipenidio si tratta solo del 10% del reddito della famiglia “allargata”),
  • Baratto, scambio, di competenze e beni (autoproduzione, ecc.)

Gruppo di lavoro:

Enzo Del Fatto (gasista)

Rossana Giglioli (gasista)

Cristiana Smurra (produttrice)

Antonio Princi (produttore)

COME MIGLIORARE L'ORGANIZZAZIONE TRA GAS E PRODUTTORI

Punti chiave individuati:

  1. Incremento degli scambi di relazioni tra gasisti e produttori con iniziative quali visitiate partecipate e contaminanti, turismo, gastronomia, scambio lavoro-ospitalità etc.
  2. Trasformazione in ambito gas del concetto di “produttore” in persona con cui si collabora (e viceversa, trasformazione in ambito produttori del concetto di “consumatore”in persona con cui si collabora)
  3. Identificare le criticità periodiche delle aziende e affrontare insieme le problematiche
  4. Proporre il coinvolgimento di nuove realtà produttive in prospettiva di una loro diretta partecipazione
  5. I gas devono stimolare i produttori a mettersi in rete
  6. Logistica (inteso come trasporto dei prodotti) solidale
  7. autotassazione di produttori e gas o intergas per sostenere progetti di ampio respiro

Punti 1 e 2:

E' fondamentale fare la conoscenza personale dei produttori tramite visite alle loro aziende, nelle quali seguire le fasi di lavorazione dei prodotti o la raccolta dei frutti della terra ecc., permettendoci così di prendere coscienza del lavoro e delle difficoltà che esso comporta per arrivare fino al prodotto finito e nel contempo di intrecciare relazioni “umane” con il produttore, instaurando, di conseguenza, tra le parti un rapporto di reciproca fiducia e mutualità. Cambio di prospettiva rispetto ai termini produttore e consumatore, i gasisti dovrebbero sforzarsi di pensare al proprio “produttore” non solo in termini di chi fa i prodotti che si acquistano, e i “produttori” dovrebbero sforzarsi di pensare ai gasisti non solo come un gruppo di persone a cui vendere. Entrambi dovrebbero considerarsi persone con cui fare un percorso comune.

Punto 3:

Partendo dal concetto di condivisione del rischio, del livello di condivisione che un gas dovrebbe avere nella produzione, e nell'ottica di una partecipazione attiva del gas nell'azienda fornitrice è auspicabile la buona comunicazione tra le parti tesa ad individuare tempestivamente le criticità ordinarie e straordinarie che essa si trova ad affrontare per risolverle insieme. Se il gas ritiene che un patto molto forte come un accordo nel comprare anticipatamente la produzione sia eccessivo, almeno dovrebbe saper intercettare i momenti critici legati alla produzione ed intervenire tempestivamente.

Punto 4:

Sia i gas che i produttori dovrebbero monitorare il territorio ed individuare nuove “buone” realtà produttive da presentare in rete in modo da ampliare sempre più l'economia solidale.

Punto 5:

I gas dovrebbero stimolare i produttori a presentarsi nella rete equo-solidale per acquisire maggiori informazioni sul movimento, per consigliarsi e sostenersi a vicenda, per rendere sempre più incisivo e visibile il commercio bio-equo-solidale.

Punto 6:

Ovviamente è raccomandabile seguire la filosofia del km/0 ma spesso non è possibile (es.: agrumi diretti al nord), in questi casi vi sono considerevoli distanze tra mittente e destinatario della merce e rimane problematico trovare adeguati mezzi di trasporto ed organizzare stoccaggi e luoghi idonei per lo scarico della merce. In altri casi trattasi di piccoli produttori situati in località impervie difficilmente raggiungibili da bilici cosicché la merce deve essere trasportata con piccoli mezzi e più viaggi fino ad un punto di raccolta per poi essere caricata su un camion e proseguire il viaggio. Anche in questo caso la rete tra produttori può essere di aiuto nel trovare soluzione quanto più possibile solidali e sostenibili.

Punto 7:

una proposta concreta da parte di Antonio è quella di organizzare una auto-tassazione da parte dei produttori e dei gas o di intergas per sostenere progetti di ampio respiro che possano essere di aiuto non solo in termini di economia solidale ma anche in termini di recupero del territorio e promozione di lavoro locale.

1. COME GESTIRE LA DOPPIA VELOCITA’ TRA GASISTI (funzionale al funzionamento del GAS)

 

2. COME ALLARGARE L’ECONOMIA SOLIDALE (funzionale ai produttori)

  1. Siamo consapevoli delle velocità multiple interne ai GAS, ma anche all’INTERGAS.

            Bisogna capire come sfruttarle, dando possibilità a ciascuno di fare la sua parte secondo la         propria velocità. E’ necessario un “patto” interno al GAS o delle linee guida condivise e un’organizzazione (sempre condivisa) del gruppo, a seconda anche della sua origine e delle sue dimensioni. In questa organizzazione sono importanti ruoli e distribuzione di incarichi proprio per venire incontro alle varie velocità dei gasisti. E’ importante anche “tutorare” i nuovi gasisti.

  1. I GAS devono contaminare altri ambiti (ad esempio scuole…), ma devono anche rendersi conto delle potenzialità dei “satelliti”.

Ci sono due tipi di satelliti: le persone esterne a cui è importante far passare il messaggio e raccontare le storie dei prodotti e dei produttori (andando quindi al di là del favore fatto all’amico o familiare) e le persone che invece partecipano ad un allargamento temporaneo degli ordini al fine di aiutare un produttore in difficoltà o che vuole svilupparsi. Gli “esterni”, possono dare molti stimoli ed essere uno “specchio” del GAS diventando quindi risorsa.

Importante è NARRARE LE STORIE.

Restano le domande su come far passare tutto ciò ai GAS nuovi.

E’ sufficiente il tutoraggio che viene fatto adesso?

Qual è il ruolo dell’INTERGAS in quest’ambito?

Come stimolare la RESPONSABILITA’ e la PARTECIPAZIONE delle persone e come evitare che un eccesso di responsabilità “bruci” delle buone risorse?

Partecipanti:

Gigi Perinello: produttore e gasista

Maria : gasista

Roberto : gasista

Andrea : gasista

Premessa

La discussione si è sviluppata partendo dall'esperienza della Fiera di Este (PD) dove Gigi Perinello ha contribuito col suo Gas e alla nascita e sviluppo dell'evento negli anni. Ne è nata una riflessione su come anche la nostra rete gas locale possa realizzare progetti per sviluppare sul territorio l'economia solidale.

1,Avere ben chiaro cosa vogliamo fare

COMUNICARE ALLA GENTE IL CONCETTO DI ECONOMEIA SOLIDALE.

2.Come?

Organizzando EVENTI sul proprio territorio che col tempo possono diventare appuntamenti fissi (es. con cadenza annuale)

3.Coinvolgere istituzioni e associazioni

Coinvolgere in maniera partecipata le istituzioni. In fase organizzativa invitare i rappresentanti di associazioni e istituzioni alle riunioni e delegare loro dei compiti: non farsi carico (come rete gas) di tutta la responsabilità. Tutti sono protagonisti della buona riuscita dell'evento, e tutti ci mettono la faccia. Quindi bisogna DELEGARE e RESPONSABILIZZARE tutti quelli che vogliono partecipare (gas, associazioni e istituzioni) e farsi tutti carico di eventuali limiti organizzativi.

Una volta che un evento ha avuto successo, sarà difficile che le istituzioni “tornino indietro” (per esempio per la messa a disposizione gratuita di uno spazio)

4.Preparazione dell'EVENTO con serate informative

AZIONE PROPEDEUTICA PREPARATORIA ALL'EVENTO

Qualche settimana prima dell'evento, si organizzano incontri informativi con temi ad esempio:

-certificazioni bio

-decrescita felice

-produttori

I produttori sono i PROTAGONISTI di questi incontri nei quali fanno conoscere il VALORE DEI PRODOTTI e che avranno il loro momento clou all'evento finale.

5.Incontri preparatori “spalmati” sul territorio”

I Gas o gruppi di GAS potranno organizzare serate sul proprio territorio: es. il Gas di Bronzolo ne organizza uno a Bronzolo, il Gas di Merano a Merano ecc..ecc.

Questo per coinvolgere tutti i gruppi e soprattutto per parlare dei temi e dell'evento finale in tutto il territorio.

6.Azione finale

EVENTO che potrà essere un mercatino, fiera, festa, sbarchi in piazza, ecc.

Concentrare l'evento su un TEMA SPECIFICO (es. solo tessile o solo prodotti della terra).

Evitare possibilmente la sovrapposizione di convegni e laboratori nello stesso giorno per non disperdere l'attenzione dalla fiera e dai produttori che sono il nocciolo dell'evento.

L'evento è aperto alla popolazione: questo per dare la possibilità a quelle persone già “attente” e sensibili a certi temi che una rete di economia solidale a portata di tutti si stà muovendo (oltre al mercato “convenzionale” di boutique del biologico)

7.Aspetti importanti del processo organizzativo

- I GAS intercettano i produttori, si occupano dell'ORGANIZZAZIONE e della COMUNICAZIONE.

- I produttori sono i PROTAGONISTI delle serate preparatorie e dell'evento finale dove presentao il VALORE DEI PROPRI PRODOTTI

N.B.: a volte è necessario che i gas aiutino-formino i produttori che hanno scarsa esperienza nel relazionarsi col mondo Gas.

- In tutto il processo di preparazione e di pubblicità delle serate ed evento finale, ci vuole una COMUNICAZIONE ACCATTIVANTE ed EFFICACE!!

- Si può fare uso anche degli strumenti già esistenti nella nostra rete nazionale (vedi per esempio i SIP = i cartoni animati delle “Galline Felici” concepiti per essere mostrati agli studenti delle scuole).