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Spunti e riflessioni

Un' analisi accurata del sistema economico/finanziario prevalente non può prescindere dal considerare il peccato originale che contraddistingue l'ambito dis...

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  • Prossima riunione Intergas luendì 21 settembre 2015 ore 20,15

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Gruppo di lavoro:

Enzo Del Fatto (gasista)

Rossana Giglioli (gasista)

Cristiana Smurra (produttrice)

Antonio Princi (produttore)

COME MIGLIORARE L'ORGANIZZAZIONE TRA GAS E PRODUTTORI

Punti chiave individuati:

  1. Incremento degli scambi di relazioni tra gasisti e produttori con iniziative quali visitiate partecipate e contaminanti, turismo, gastronomia, scambio lavoro-ospitalità etc.
  2. Trasformazione in ambito gas del concetto di “produttore” in persona con cui si collabora (e viceversa, trasformazione in ambito produttori del concetto di “consumatore”in persona con cui si collabora)
  3. Identificare le criticità periodiche delle aziende e affrontare insieme le problematiche
  4. Proporre il coinvolgimento di nuove realtà produttive in prospettiva di una loro diretta partecipazione
  5. I gas devono stimolare i produttori a mettersi in rete
  6. Logistica (inteso come trasporto dei prodotti) solidale
  7. autotassazione di produttori e gas o intergas per sostenere progetti di ampio respiro

Punti 1 e 2:

E' fondamentale fare la conoscenza personale dei produttori tramite visite alle loro aziende, nelle quali seguire le fasi di lavorazione dei prodotti o la raccolta dei frutti della terra ecc., permettendoci così di prendere coscienza del lavoro e delle difficoltà che esso comporta per arrivare fino al prodotto finito e nel contempo di intrecciare relazioni “umane” con il produttore, instaurando, di conseguenza, tra le parti un rapporto di reciproca fiducia e mutualità. Cambio di prospettiva rispetto ai termini produttore e consumatore, i gasisti dovrebbero sforzarsi di pensare al proprio “produttore” non solo in termini di chi fa i prodotti che si acquistano, e i “produttori” dovrebbero sforzarsi di pensare ai gasisti non solo come un gruppo di persone a cui vendere. Entrambi dovrebbero considerarsi persone con cui fare un percorso comune.

Punto 3:

Partendo dal concetto di condivisione del rischio, del livello di condivisione che un gas dovrebbe avere nella produzione, e nell'ottica di una partecipazione attiva del gas nell'azienda fornitrice è auspicabile la buona comunicazione tra le parti tesa ad individuare tempestivamente le criticità ordinarie e straordinarie che essa si trova ad affrontare per risolverle insieme. Se il gas ritiene che un patto molto forte come un accordo nel comprare anticipatamente la produzione sia eccessivo, almeno dovrebbe saper intercettare i momenti critici legati alla produzione ed intervenire tempestivamente.

Punto 4:

Sia i gas che i produttori dovrebbero monitorare il territorio ed individuare nuove “buone” realtà produttive da presentare in rete in modo da ampliare sempre più l'economia solidale.

Punto 5:

I gas dovrebbero stimolare i produttori a presentarsi nella rete equo-solidale per acquisire maggiori informazioni sul movimento, per consigliarsi e sostenersi a vicenda, per rendere sempre più incisivo e visibile il commercio bio-equo-solidale.

Punto 6:

Ovviamente è raccomandabile seguire la filosofia del km/0 ma spesso non è possibile (es.: agrumi diretti al nord), in questi casi vi sono considerevoli distanze tra mittente e destinatario della merce e rimane problematico trovare adeguati mezzi di trasporto ed organizzare stoccaggi e luoghi idonei per lo scarico della merce. In altri casi trattasi di piccoli produttori situati in località impervie difficilmente raggiungibili da bilici cosicché la merce deve essere trasportata con piccoli mezzi e più viaggi fino ad un punto di raccolta per poi essere caricata su un camion e proseguire il viaggio. Anche in questo caso la rete tra produttori può essere di aiuto nel trovare soluzione quanto più possibile solidali e sostenibili.

Punto 7:

una proposta concreta da parte di Antonio è quella di organizzare una auto-tassazione da parte dei produttori e dei gas o di intergas per sostenere progetti di ampio respiro che possano essere di aiuto non solo in termini di economia solidale ma anche in termini di recupero del territorio e promozione di lavoro locale.

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